Maurits Cornelis Escher era un artista grafico olandese noto per le sue opere iperrealistiche che spesso ritraggono un bizzarro inganno ottico. Il suo lavoro ha influenzato molti artisti. Ma sapevi che ha influenzato anche il mondo della semantica?
Le frasi di Escher sono frasi che suonano e appaiono grammaticalmente corrette, ma se si guarda più da vicino, non c'è un contesto ben definito. Questo è anche chiamato illusioni comparative.
Che cos'è la frase di Escher?
La frase di Escher, nota anche come illusione comparativa, è definita nella semantica come frasi comparative accettabili al primo sguardo. Tuttavia, osservandole da vicino, sembra non esserci un significato ben pensato. Questo è stato un argomento affascinante nella linguistica per anni, sebbene manchi ancora di un'esplorazione approfondita. (Fonte: Deep Blue)
Perché le frasi di Escher sono ungrammatiche?
Il termine ungrammatical significa semplicemente grammaticalmente scorretto. Non si conforma ai principi dell'uso accettato. Le frasi non grammaticali possono essere accettate dai madrelingua, sebbene siano tecnicamente scorrette. Questo tipo di frasi non è una questione di grado ma di comprensibilità e accettabilità da parte dei lettori.
Nella frase More people have been to Russia than I have, può essere accettabile, ma ciò che la rende incoerente è l'uso del soggetto plurale nella prima clausola e singolare nella seconda. Per dare senso a questa frase, la seconda clausola deve essere al plurale. (Fonte: Semantics Archive)
Sebbene le illusioni comparative siano dichiaratamente accettabili per i madrelingua inglesi perché queste frasi sono comprensibili e il senso è presente, la semantica conclude comunque che siano non grammaticali. Comprendere le frasi di Escher ci fa vedere l'importanza della semantica nella composizione delle frasi. (Fonte: Semantics Land)
Esempi di frasi di Escher
Ecco alcuni esempi di frasi di Escher:
- Più persone sono andate in diversi paesi rispetto a me.
- Sono state costruite più case da quella parte del villaggio rispetto a qui.
- Più persone sono state a Berlino di quante io sia stato.
- Più persone l'hanno analizzato di quante io l'abbia fatto
(Fonte: Radio Public)
Qual è l'origine della frase di Escher?
Mark Liberman ha per la prima volta definito l'illusione comparativa una frase di Escher in riferimento alla litografia di MC Escher. Questo artista grafico olandese era noto per il suo approccio realistico a effetti ottici peculiari. (Fonte: Language Log)
Chi era Maurits Escher?
Maurits Cornelis Escher nacque nei Paesi Bassi il 17 giugno 1898. Fin da giovane mostrò interesse per la musica e la falegnameria. Studiò alla Scuola di Architettura e Arti Decorative di Haarlem, nei Paesi Bassi, dove si interessò alla grafica, in particolare alle xilografie.
Attraverso le sue illustrazioni, Escher rappresenta forme naturali in prospettive bizzarre e conflittuali. Il suo stile più serio emerse nel 1937 con disegni che mostrano un realismo meticoloso accompagnato da enigmatiche illusioni ottiche. Utilizzò griglie geometriche per creare intricati motivi interconnessi.
Una delle sue famose litografie è stata Ascending and Descending. La frase di Escher deriva dalla sua illusione, apparentemente corretta e accettabile finché non si osserva attentamente e si individua che qualcosa non va. Penrose Stairs ha influenzato questa litografia. (Fonte: Britannica)
Escher non è stato completamente accettato nel mondo dell'arte. Matematici e scienziati lo ammiravano soprattutto per le sue illustrazioni. La sua intera mostra retrospettiva si tenne per il suo 70° compleanno nei Paesi Bassi. Fu considerato il pioniere dell'arte psichedelica dalla controcultura hippy negli anni ’60. (Fonte: The Guardian)






