Claude Shannon costruì una calcolatrice da tavolo che richiedeva al proprietario di ripassare i numeri romani. Per moltiplicare sette per otto, si inseriva VII sulla tastiera principale, poi si premeva una serie separata di pulsanti nell’ordine I, I, I, V. Era VIII al contrario, con una pausa dopo ogni pressione mentre la macchina lavorava. Shannon chiamò la sua creazione THROBAC, e i numeri romani venivano usati anche all’interno della macchina, nelle operazioni aritmetiche stesse.[1][2]
Nelle istruzioni che scrisse il 9 aprile 1953, Shannon spiegava come collegare l’alimentatore e azzerare la macchina prima di cominciare. Nella descrizione iniziale paragonava i comandi a quelli di una calcolatrice da tavolo Marchant, trattando questo singolare progetto come un normale apparecchio corredato di manuale. THROBAC poteva sommare, sottrarre, moltiplicare e dividere, purché chi la usava rispettasse alcuni limiti.[2]
L’indicatore principale arrivava soltanto a LXXIX, cioè 79. Se una somma raggiungeva 95, il risultato appariva come XV, quindici, perché il contatore ripartiva da zero a ottanta. Nella divisione, il quoziente compariva su un indicatore superiore e il resto sotto, ma l’indicatore superiore non poteva mostrare più di dieci. Shannon spiegava questo limite indicando il numero di posizioni del commutatore a passi che aveva usato.[2]
Mentre l’utente inseriva i numeri romani, la calcolatrice doveva tenere conto del modo in cui le lettere cambiano il valore di un numero a seconda del loro ordine. In IV, la I va sottratta; in VI, va aggiunta. Shannon dispose dei relè in modo che leggessero i simboli inseriti da destra a sinistra e applicassero le regole appropriate. Lasciò anche una certa libertà nell’uso della tastiera: quattro si poteva inserire come IV o IIII, e la macchina mostrava il risultato come IV. La moltiplicazione avveniva per addizioni ripetute, la divisione per sottrazioni ripetute.[2]
Shannon aveva una notevole esperienza nel trovare impieghi per i relè. Nella tesi di master aveva applicato l’algebra di Boole ai circuiti di commutazione, e il suo articolo del 1948 sulla comunicazione aveva gettato le basi della teoria dell’informazione. Quei risultati contribuirono a fondare la moderna comunicazione digitale. Con THROBAC aveva anche risolto i dettagli pratici necessari per far calcolare una macchina da tavolo con I, V, X e L. Il Museo del MIT ne riporta il nome completo come Thrifty Roman Numeral Backwards-looking Computer, ossia «Computer economico a numeri romani che guarda indietro».[1][2][4]
Quando John Horgan andò a trovare Shannon a casa per un profilo pubblicato nel 1992, la calcolatrice era tra gli apparecchi in una stanza accanto a quella in cui erano esposti i suoi premi. Shannon passò rapidamente dai riconoscimenti alle macchine, dove le sue creazioni dividevano lo spazio con oggetti che aveva collezionato. Horgan vide un topo meccanico capace di trovare la strada in un labirinto e un manichino giocoliere modellato su W. C. Fields. Shannon gli raccontò di aver coltivato i propri interessi senza preoccuparsi troppo della loro eventuale utilità pratica.[3]
Per il suo visitatore, Shannon cercò di far esibire la figura di W. C. Fields, ma il manichino non funzionò. «Adoro costruire macchine, ma è difficile mantenerle in buono stato», disse.[3]
Fonti
- Museo del MIT: THROBAC, archiviato il 7 dicembre 2024
- Claude E. Shannon: Throbac I, 9 aprile 1953, Raccolta di articoli, pp. 695-698
- John Horgan: Claude Shannon, inventore per diletto, burlone e padre della teoria dell’informazione; profilo originale pubblicato nell’aprile 1992
- MIT News: Claude Shannon, pioniere delle comunicazioni digitali, morto a 84 anni
Immagine: Claude Shannon, fotografo sconosciuto, Tekniska museet, tramite Wikimedia Commons, CC BY 2.0. Ritagliata e collocata su uno sfondo neutro. Ritratto d’archivio, non una fotografia di THROBAC.



