Alle 7:07 di un venerdì mattina a Starke, in Florida, la corrente attraversò Jesse Tafero per la prima volta. Dalla calotta della sedia elettrica divamparono fiamme. Il fumo salì verso il soffitto. Cenere cadde sulla sua camicia mentre i testimoni guardavano lo Stato mandargli addosso elettricità di nuovo, e poi ancora.[1]

L’esecuzione di Jesse Tafero nel 1990 divenne tristemente famosa dopo che la sedia elettrica della Florida ebbe un malfunzionamento, a quanto pare perché nella calotta era stata inserita una nuova spugna non adatta. La sua condanna per l’uccisione di due agenti resta controversa perché l’autista Walter Rhodes in seguito confessò di essere stato lui a sparare, per poi ritrattare quella confessione.

Quattordici anni prima, il 20 febbraio 1976, l’agente della Florida Highway Patrol Phillip A. Black e il caporale della Ontario Provincial Police Donald Irwin si avvicinarono a un’auto parcheggiata in un’area di sosta della contea di Broward per un controllo di routine.[2] Irwin, un agente canadese in visita, era amico di Black.[2]

Nell’auto c’erano Tafero, Sonia “Sunny” Jacobs, i loro due figli, di 9 anni e 10 mesi, e Walter Rhodes.[2] Secondo una ricostruzione del caso, Black vide una pistola nell’auto, svegliò gli occupanti e fece scendere prima Rhodes e poi Tafero, prima che entrambi gli agenti venissero colpiti a morte.[3] I sopravvissuti fuggirono con un’auto della polizia, rapirono un uomo, gli rubarono la macchina e furono arrestati dopo un posto di blocco.[3]

Al processo, Rhodes testimoniò contro Tafero e Jacobs. Una sintesi del caso afferma che Rhodes fu l’unico a risultare positivo ai residui di polvere da sparo e che la sua testimonianza lo aiutò a ottenere un’accusa meno grave.[3] Tafero e Jacobs furono condannati per omicidio capitale e sentenziati a morte. Rhodes ricevette una condanna all’ergastolo.[3]

Anni dopo, Rhodes cambiò versione. Secondo varie ricostruzioni del caso, confessò di aver sparato agli agenti.[2][3] Poi cambiò di nuovo, ritrattando la confessione e sostenendo che altri detenuti lo avevano spinto a farla.[2] Il risultato non fu un’assoluzione chiara, ma un caso rimasto intrappolato tra due versioni della stessa mattina: una in cui Tafero era colpevole, e una in cui la Florida aveva giustiziato l’uomo sbagliato.

La condanna a morte di Jacobs fu infine commutata in ergastolo, ma quella di Tafero no.[3] Il 4 maggio 1990, dopo che la Corte Suprema degli Stati Uniti respinse la sua ultima richiesta di sospensione, Tafero fu condotto alla sedia elettrica della Florida, nota come “Ol’ Sparky”.[1] Gli avevano rasato la testa, gli occhi erano coperti da una maschera nera e gli elettrodi erano fissati alla testa e alla parte inferiore della gamba destra.[1]

Tafero usò le sue ultime parole per criticare la pena di morte in Florida, definendola “molto arbitraria e capricciosa”.[1] Poi l’esecuzione ebbe inizio. UPI riferì di tre scariche elettriche, la prima alle 7:07 del mattino e l’ultima intorno alle 7:10. Ogni volta, dalla calotta uscivano fiamme e il fumo saliva verso il soffitto. Tafero fu dichiarato morto alle 7:13.[1]

Il portavoce del Florida State Prison, Bob Macmaster, attribuì l’incendio a una spugna sostitutiva inserita nella calotta. Nelle esecuzioni in Florida, spiegò, l’elettricità passava attraverso una spugna imbevuta di soluzione salina posta contro la testa del prigioniero. La vecchia spugna era stata usata in 21 esecuzioni prima di essere sostituita per l’esecuzione di Tafero. “Non era una spugna appropriata”, disse Macmaster. “È stata la spugna a causare il fuoco.”[1]

Macmaster disse che i funzionari del carcere ritenevano che Tafero fosse privo di sensi dal momento in cui la corrente lo aveva colpito e che il bruciore provenisse dalla calotta, non dal tessuto umano.[1] L’avvocato di Tafero, Mark Olive, chiese un’indagine esterna e domandò al governatore della Florida di sospendere ulteriori mandati di esecuzione.[1] HISTORY.com in seguito descrisse l’esecuzione come un punto di svolta nel dibattito sull’elettrocuzione, osservando che diversi Stati abbandonarono la sedia elettrica e adottarono l’iniezione letale.[4]

L’oggetto rimasto al centro della storia era piccolo e comune: una spugna pensata per far passare la corrente in modo pulito attraverso l’acqua salata. Invece, divenne ciò che i testimoni avrebbero ricordato: fumo sopra un uomo legato, mentre l’orologio avanzava dalle 7:07 alle 7:13.

Fonti

  1. UPI Archives, “Convicted cop-killer executed”
  2. Wikipedia, “Jesse Tafero”
  3. Murderpedia, “Jesse Tafero”
  4. HISTORY, “Electric chair malfunctions in Florida, leading states to change execution methods”