Charles Dickens era già riuscito a uscire dalla carrozza quando si ricordò delle pagine. Intorno a lui, vicino ai rottami nei pressi di Staplehurst, nel Kent, i passeggeri giacevano feriti. Il suo vagone di prima classe non era precipitato come gli altri, ma pendeva dal ponte con una forte inclinazione, e al suo interno si trovava l’ultima puntata di Il nostro comune amico.[3]
Nel disastro ferroviario di Staplehurst del 1865, Charles Dickens sopravvisse a un deragliamento vicino al Kent, aiutò per ore i passeggeri feriti e poi tornò nella sua carrozza danneggiata per recuperare il manoscritto di Il nostro comune amico.
Il treno stava riportando Dickens dalla Francia il 9 giugno 1865, con Ellen Ternan e sua madre nella stessa carrozza di prima classe.[2] Era il treno battello da Folkestone a Londra, un servizio collegato alle navi in arrivo dal continente, perciò i suoi orari potevano variare in base alle maree invece di seguire una normale tabella fissa.[5]
Nei pressi di Staplehurst, alcuni operai stavano riparando la ferrovia sopra il fiume Beult. Il lavoro richiedeva la rimozione delle rotaie di ferro per sostituire le travi di legno marce sottostanti.[3] Quando il treno di Dickens si avvicinò, un tratto di binario sul ponte era stato rimosso. Secondo una ricostruzione, l’apertura era lunga 42 piedi.[4]
Un uomo con una bandiera rossa era stato collocato prima del cantiere, ma non abbastanza lontano. Il rapporto del Board of Trade stabilì che le norme richiedevano un avviso a 1.000 iarde dal pericolo; il segnalatore si trovava invece a circa 554 iarde, lasciando al treno troppo poco spazio per fermarsi.[2] Un’altra ricostruzione sostiene che il treno stesse viaggiando a circa 50 miglia all’ora quando fu visto il segnale di avvertimento.[3]
La carrozza rimasta sul ponte
La locomotiva e la prima parte del treno superarono l’interruzione, spinte in avanti dallo slancio.[4] Le carrozze centrali e posteriori precipitarono nel letto del fiume sottostante.[4] Dieci passeggeri morirono e circa 40 rimasero feriti.[2] La carrozza di Dickens fu la rara eccezione tra i vagoni di prima classe. Non piombò nel burrone. Rimase invece sospesa al ponte, inclinata bruscamente, con Dickens, Ternan e sua madre ancora vivi all’interno.[4]
Dickens aveva 53 anni. Dopo aver fatto uscire le Ternan, si rivolse ai passeggeri feriti tra i rottami.[4] Recuperò dal treno una fiaschetta di brandy e il suo cilindro, riempì il cappello d’acqua e si mosse tra i superstiti facendo il possibile per confortarli.[4] Una donna ferita, distesa sotto un albero, accettò da lui del brandy; quando Dickens passò di nuovo accanto a lei, era morta.[4]
Per circa tre ore, Dickens rimase sul posto, aiutando finché arrivarono i soccorsi e il relitto cominciò a essere rimosso.[4] Poi si ricordò di ciò che era rimasto nel suo scompartimento. Il manoscritto di Il nostro comune amico, il romanzo che stava pubblicando a puntate, era ancora nella carrozza danneggiata.[4] Risalì un’ultima volta tra i rottami e lo recuperò.[4]
Le pagine che sopravvissero con lui
In seguito Dickens inserì l’incidente nel poscritto di Il nostro comune amico. Scrisse che venerdì 9 giugno “Mr. and Mrs. Boffin”, nella loro forma manoscritta, erano stati con lui sulla South Eastern Railway e avevano condiviso il pericolo.[4] La frase ha un tono quasi spensierato, ma lo schianto rimase con lui.
Dopo Staplehurst, Dickens evitò per quanto possibile i viaggi in treno, e in seguito confessò di soffrire ancora di “improvvisi e vaghi assalti di terrore”.[3] I ricercatori moderni hanno ipotizzato che abbia vissuto uno shock post-traumatico.[3] Morì per cause naturali esattamente cinque anni dopo l’incidente, il 9 giugno 1870.[3]
Ciò che resta non è solo il celebre sopravvissuto, ma anche l’oggetto per cui tornò indietro: un fascio di pagine in una carrozza distrutta, il pezzo successivo di un romanzo in attesa sopra il ponte spezzato.


