Pochi minuti prima delle 16:00 del 20 ottobre 1986, un Tupolev Tu-134 stava arrivando a Kuibyshev, la città sovietica oggi chiamata Samara, a una velocità pericolosamente alta. In cabina di pilotaggio, i finestrini erano stati coperti, così il comandante non poteva vedere la pista su cui stava tentando di atterrare.[1][2]

Il volo Aeroflot 6502 precipitò dopo che il comandante Alexander Kliuyev scommise di poter atterrare usando soltanto gli strumenti, con i finestrini della cabina coperti da tendine. L’aereo superò la fine della pista, si ribaltò, prese fuoco e 70 delle 94 persone a bordo rimasero uccise.

Il volo era iniziato come un normale collegamento interno da Sverdlovsk, oggi Ekaterinburg, a Grozny, con uno scalo previsto all’aeroporto di Kuibyshev. A bordo c’erano 87 passeggeri e 7 membri dell’equipaggio, tra cui 14 bambini.[1][2] Il Tu-134A era affidato al comandante Alexander Kliuyev, al primo ufficiale Gennady Zhirnov, al navigatore Ivan Mokhonko, all’ingegnere di volo Kyuri Khamzatov e a tre assistenti di volo.[1]

Prima dello scalo, secondo ricostruzioni successive, Kliuyev fece la scommessa che avrebbe segnato quel volo. Disse a Zhirnov di essere in grado di portare giù l’aereo senza guardare fuori, affidandosi soltanto agli strumenti di bordo. Per rendere la scommessa concreta, i finestrini della cabina furono coperti con tendine o comunque oscurati, interrompendo ogni contatto visivo con il suolo.[1][2]

Il controllo del traffico aereo aveva suggerito un avvicinamento NDB, una procedura con radiofaro non direzionale usata per guidare gli aerei verso un aeroporto. Kliuyev proseguì invece con il suo atterraggio basato solo sugli strumenti.[1] Durante la discesa, scattarono gli allarmi. A circa 62-65 metri dal suolo, cioè circa 203-213 piedi, si attivò l’avviso di prossimità al terreno. Kliuyev non interruppe l’avvicinamento.[1][3]

Il Tu-134 toccò terra a circa 150 nodi, pari a circa 280 chilometri orari o 170 miglia orarie.[1] Superò la pista, si capovolse e prese fuoco.[1][3] Russia Beyond, citando il vigile del fuoco V. Frygin, riferì che i pompieri dell’aeroporto raggiunsero il relitto in circa un minuto e mezzo, entrando tra fumo e fiamme mentre alcuni passeggeri erano ancora intrappolati all’interno.[2]

La cabina passeggeri si era ritrovata sottosopra. Frygin raccontò in seguito di aver visto le vittime sopra di lui, ancora trattenute dalle cinture di sicurezza, perché l’aereo si era ribaltato lasciando sedili e passeggeri a testa in giù.[2] L’incidente uccise decine di persone sul posto, mentre altre morirono più tardi in ospedale. Il bilancio più comunemente riportato fu di 70 morti su 94 persone a bordo.[1][3] Tutti i 14 bambini a bordo sopravvissero.[1][3]

Gli investigatori conclusero che la causa del disastro fu la negligenza del pilota.[1] Kliuyev fu poi processato e condannato a 15 anni di prigione, anche se, secondo quanto riportato, la pena fu ridotta e ne scontò sei.[3] Zhirnov, il primo ufficiale che aveva accettato la scommessa, sopravvisse inizialmente allo schianto e, a quanto pare, cercò di aiutare gli altri, ma morì per arresto cardiaco durante il tragitto verso l’ospedale.[3]

Il volo Aeroflot 6502 viene ricordato per quanto fu piccolo il gesto da cui tutto ebbe inizio. Non c’era una tempesta a nascondere la pista. Nessun guasto meccanico segreto costrinse l’aereo alla discesa. C’era una tendina tirata davanti al finestrino della cabina, un allarme a circa duecento piedi da terra e un aereo passeggeri arrivato capovolto, con persone ancora legate ai loro sedili.[1][2]

Fonti

  1. Aeroflot Flight 6502, Wikipedia
  2. How a Soviet pilot bet he could land a plane blind and failed, Russia Beyond
  3. A Deadly Cockpit Bet: The Story Of Aeroflot Flight 6502, Simple Flying