Pioveva a Baltimora il 3 ottobre 1849, quando Joseph W. Walker si imbatté in un uomo vestito con logori abiti di seconda mano presso il seggio del 4º distretto di Ryan. L’uomo era in evidente difficoltà, e Walker lo riconobbe: era Edgar Allan Poe. Scrisse subito al dottor Joseph E. Snodgrass, spiegando che quel gentiluomo “risponde al nome di Edgar A. Poe” e aveva bisogno di assistenza immediata.[4]
Edgar Allan Poe scomparve dopo aver lasciato Richmond il 27 settembre 1849 e riapparve sei giorni dopo a Baltimora, in stato di delirio, con addosso vestiti che non erano suoi e incapace di spiegare dove fosse stato. Morì il 7 ottobre, lasciando irrisolto uno dei più strani misteri funebri della letteratura americana.
Poe aveva lasciato Richmond con un itinerario ordinario e una posta in gioco tutt’altro che ordinaria. Aveva riallacciato i rapporti con Sarah Elmira Royster Shelton, un vecchio amore divenuta nel frattempo vedova, e i due si erano fidanzati nonostante la disapprovazione dei figli di lei.[3] Il suo piano era viaggiare fino a Filadelfia per un incarico editoriale, poi proseguire per New York per riportare a Richmond, in vista del matrimonio, sua zia e suocera Maria Clemm.[3]
La notte prima della partenza, Shelton scrisse in seguito che Poe era “molto triste” e “piuttosto malato”, con febbre e polso debole. Secondo quanto riferito, un medico locale gli consigliò di non partire, ma Poe salì su un battello a vapore da Richmond alle 4 del mattino del 27 settembre, diretto a Baltimora.[3]
La settimana perduta
Dopo l’arrivo di Poe a Baltimora il 28 settembre, le tracce si interrompono. Dove sia andato, chi abbia visto e che cosa sia accaduto nei cinque giorni successivi non è mai stato stabilito.[5] Non arrivò mai a Filadelfia per il lavoro editoriale. Non raggiunse mai New York per Maria Clemm. La successiva traccia affidabile è il biglietto inviato da Walker il 3 ottobre dalla Ryan’s Tavern, nota anche come Gunner’s Hall, che quel giorno fungeva da seggio elettorale.[4]
Il seggio è un dettaglio importante perché una teoria di lunga data chiama in causa il “cooping”, una forma ottocentesca di frode elettorale in cui alcuni uomini venivano rapiti, travestiti, talvolta picchiati o drogati, e costretti a votare più volte per una fazione politica.[2] La teoria si adatta al luogo e agli strani abiti, ma non è mai stata dimostrata.[5]
Lo stesso esiguo insieme di fatti ha alimentato una lista affollata di spiegazioni. La morte di Poe è stata attribuita, in momenti diversi, ad alcol, crisi d’astinenza, omicidio, suicidio, colera, ipoglicemia, rabbia, sifilide, tubercolosi, influenza, tumore al cervello, avvelenamento da monossido di carbonio o percosse.[2][4] La spiegazione legata all’alcol, a lungo considerata ovvia, resta controversa, e gran parte del racconto sopravvissuto dipende da testimoni la cui attendibilità è stata messa in dubbio.[2]
Quattro giorni in ospedale
Snodgrass arrivò sul posto insieme allo zio di Poe, Henry Herring. Dopo un tentativo di trovare una stanza privata in cui Poe potesse riprendersi, Herring convinse Snodgrass che lo scrittore aveva bisogno di cure mediche, e Poe fu portato al Washington University Hospital, in Broadway Street.[5] Lì non ricevette visite e non diede mai un resoconto coerente di come fosse finito in quelle condizioni.[2]
Il medico che lo ebbe in cura, John J. Moran, divenne in seguito una delle fonti principali sugli ultimi giorni di Poe, anche se gli storici hanno avvertito che le versioni di Moran cambiarono nel tempo e non sono del tutto affidabili.[2] Un dettaglio del suo racconto, però, rimase nella memoria. La notte prima della morte di Poe, disse Moran, lo scrittore invocò più volte il nome “Reynolds”, una persona o un riferimento che resta tuttora non identificato.[4]
Poe morì il 7 ottobre 1849, a 40 anni.[2] Il suo funerale fu modesto, con appena una decina di persone presenti, e fu sepolto nel cimitero della First Presbyterian Church a Baltimora.[5] Nel 1875, i suoi resti furono trasferiti in un monumento più grande, che oggi segna anche i luoghi di sepoltura di sua moglie, Virginia, e di Maria Clemm.[2]
Un’ultima ferita lo seguì anche dopo la morte. Rufus Wilmot Griswold, rivale di Poe e in seguito suo esecutore letterario, scrisse un necrologio con lo pseudonimo “Ludwig” e pubblicò una biografia che ritraeva Poe come depravato, ubriacone e dipendente dalle droghe. Gli amici denunciarono quel ritratto, e si ritiene che gran parte delle prove di Griswold fosse stata inventata, ma quell’immagine rimase impressa per generazioni.[2]
Tolta la leggenda, la scena resta comunque inquietante: un uomo malato che lascia Richmond prima dell’alba, cinque giorni non documentati a Baltimora, una taverna nel giorno delle elezioni, abiti che non gli appartenevano e il biglietto urgente di Walker spedito sotto la pioggia.
Fonti
- HISTORY, “The Riddle of Edgar Allan Poe’s Death”
- Wikipedia, “Death of Edgar Allan Poe”
- History Uncovered, “Inside Edgar Allan Poe's Mysterious Death”
- Smithsonian Magazine, “The (Still) Mysterious Death of Edgar Allan Poe”
- Catalyst Magazine, “Rooted in History: 175 Years Later, Mystery Still Shrouds Poe’s Death”






