Un minuscolo Monte Fuji se ne sta quasi inosservato sotto il ricciolo dell’onda. Nell’immagine che la maggior parte delle persone chiama La grande onda, lo sguardo va prima alla schiuma simile ad artigli, poi alle barche, poi alla parete blu d’acqua. Solo dopo appare la montagna, piccola e immobile in lontananza.[1]

La celebre Grande onda di Hokusai non è un dipinto isolato. È una stampa xilografica tratta da Trentasei vedute del Monte Fuji, una serie di paesaggi che mostra la montagna da luoghi, stagioni e condizioni atmosferiche diverse, poi ampliata a 46 stampe dopo il suo successo.

Katsushika Hokusai realizzò la serie intorno al 1830-1832, quando aveva più di settant’anni e si trovava in una fase tarda ma altissima della sua carriera.[1] L’editore era Nishimura Yohachi, e il soggetto, stampa dopo stampa, era il Monte Fuji, visto da vicino e da lontano, sotto cieli sereni, tempeste e condizioni mutevoli.[1] L’onda è diventata la celebrità, ma la montagna era il vero incarico.

Il titolo completo della stampa aiuta a rimettere la scena al suo posto: Sotto l’onda al largo di Kanagawa, o Kanagawa-oki Nami Ura.[2] Raffigura tre barche che avanzano in un mare agitato dalla tempesta, con un’enorme onda che si incurva sopra di loro e il Monte Fuji sullo sfondo.[2] L’Art Institute of Chicago descrive il Fuji come il protagonista dell’intera serie, presente in ogni scena da direzioni e distanze diverse.[3] In questa stampa, la montagna è quasi un sussurro visivo, nascosto sotto la schiuma.

La montagna nascosta dentro l’onda

Nell’immagine più famosa di Hokusai, a prima vista il Fuji sembra l’elemento meno drammatico del foglio. L’onda è enorme. Le barche sono fragili. La schiuma si protende come dita. La montagna, al contrario, è una calma forma triangolare lontana, posta in basso al centro sotto l’acqua che si infrange.[2] Il Fuji non ha bisogno di dominare la scena per organizzarla.

La serie si intitolava Fugaku Sanjūrokkei, ovvero Trentasei vedute del Monte Fuji.[1] All’inizio il titolo era preciso. Hokusai partì con 36 stampe di paesaggio, ma la pubblicazione ebbe successo così rapidamente che ne furono aggiunte altre 10, arrivando a 46 vedute in totale.[1] Gli osservatori moderni spesso conoscono la prima stampa e si perdono il progetto più ampio: un lungo esercizio dello sguardo su una sola montagna, vista da molte angolazioni.

Alcune di quelle angolazioni divennero celebri a loro volta. La serie include La grande onda di Kanagawa, Vento del sud, cielo sereno e Temporale sotto la cima.[1] Un’altra stampa, Kajikazawa nella provincia di Kai, è meno famosa ma è stata considerata una delle opere migliori dell’intero gruppo.[1] L’Art Institute osserva che la serie contribuì ad affermare la popolarità delle stampe di paesaggio, un fascino che è durato ben oltre la vita di Hokusai.[3]

Una stampa fatta per viaggiare

L’immagine viene spesso chiamata, con una certa leggerezza, un dipinto, ma in realtà è una stampa xilografica a colori.[2] Il disegno di Hokusai veniva incollato su una matrice di legno per guidare l’intaglio, il che significava che il disegno originale andava perduto nel processo.[1] Le matrici inchiostrate venivano poi premute sulla carta, e le immagini complesse richiedevano matrici separate per i diversi colori.[1] L’opera finita non era una tela unica e irripetibile, ma un’immagine che poteva esistere in più impressioni.

Anche il colore aiutò l’onda a viaggiare. La serie è nota per l’uso abbondante del blu di Prussia, chiamato anche blu di Berlino, un pigmento che era diventato da poco più accessibile e che compare in molti cieli e acque di Hokusai.[3] Nella Grande onda, quel blu rende il mare freddo, grafico e sorprendentemente moderno. L’uso del blu di Prussia nella stampa contribuì a rivoluzionare le stampe giapponesi.[2]

La serie di Hokusai dedicata alla montagna ebbe un successo immediato in Giappone e, più tardi, in Europa, dove la sua arte influenzò gli artisti impressionisti.[2] Oggi copie della Grande onda sono conservate in musei di tutto il mondo.[2] La sua fama può far sembrare l’immagine separata dalla propria serie, come se l’onda si fosse liberata e avesse continuato a viaggiare da sola.

Ma basta guardare di nuovo, e la struttura originaria riemerge. Le barche si piegano verso il pericolo. L’onda si incurva sopra di loro. Molto dietro gli spruzzi, il Monte Fuji attende al centro della distanza, abbastanza piccolo da sfuggire allo sguardo, abbastanza saldo da ancorare la tempesta.

Fonti

  1. Thirty-six Views of Mount Fuji, Wikipedia
  2. The Great Wave off Kanagawa, Wikipedia
  3. Under the Wave off Kanagawa, The Art Institute of Chicago