La corrente a getto si nascondeva in bella vista sopra il Giappone, e una delle ragioni per cui il mondo intero non se ne accorse fu la lingua scelta per descriverla.

Negli anni '20, il meteorologo giapponese Wasaburo Oishi osservò piccoli palloni pilota salire nel cielo da Tateno, un osservatorio dell'alta atmosfera a nord-est di Tokyo. Quei palloni rivelarono una potente fascia di vento occidentale ad alta quota vicino al Monte Fuji. Oishi non stava semplicemente notando una giornata ventosa. Tra marzo 1923 e febbraio 1925, effettuò 1.288 osservazioni dell'alta atmosfera, sufficienti a dimostrare che i forti venti invernali a circa 10 chilometri di altezza erano una caratteristica persistente dell'atmosfera sopra il Giappone.[1]

Oggi chiamiamo quel fiume d'aria veloce la corrente a getto. È importante ogni volta che una compagnia aerea sfrutta un vento di coda, ogni volta che la traiettoria di una tempesta si curva attraverso un continente, e ogni volta che i meteorologi osservano l'aria fredda e calda scontrarsi lungo le medie latitudini. La NASA descrive la corrente a getto polare come una fascia di venti occidentali in rapido movimento creata dove l'aria fredda artica e l'aria tropicale più calda si incontrano.[2] La NOAA la spiega più semplicemente: la corrente a getto è una delle grandi correnti direzionali dell'atmosfera, che modella il tempo molto al di sotto di essa.[3]

Le misurazioni di Oishi avrebbero dovuto renderlo famoso in meteorologia. Invece, il suo lavoro rimase per lo più locale. Pubblicò il suo rapporto del 1926 dall'Osservatorio Aerologico di Tateno in Esperanto, la lingua internazionale costruita inventata alla fine del 1800 per aiutare le persone a comunicare oltre i confini.[1] Quella scelta fu idealistica e stranamente pratica. Oishi era anche presidente della Società Esperanto del Giappone, e sembra che volesse una lingua neutra che portasse la scienza giapponese al mondo.[4]

Il problema era che i meteorologi di tutto il mondo non stavano aspettando importanti scoperte atmosferiche in Esperanto. L'Air and Space Magazine dello Smithsonian in seguito riassunse lo strano risultato: la scoperta della corrente a getto potrebbe essere stata ignorata in parte perché arrivò in una lingua che pochi scienziati del settore potevano facilmente leggere.[4]

L'aspetto inaspettato è che questa non era una curiosità oscura. Durante la Seconda Guerra Mondiale, gli equipaggi americani di B-29 che volavano sopra il Giappone incontrarono venti così forti che le bombe mancarono i bersagli e i calcoli del carburante fallirono. Il Giappone cercò anche di utilizzare i venti ad alta quota per le bombe a pallone Fu-Go, lanciando migliaia di esplosivi trasportati da palloni attraverso il Pacifico.[4] Lo stesso fiume invisibile che Oishi aveva mappato in tempo di pace divenne una sorpresa militare quando il mondo ebbe finalmente aerei che volavano abbastanza in alto da sentirlo.

Oishi non scoprì l'autostrada del cielo perché aveva satelliti, radar o modelli computerizzati globali. Lo fece rilasciando palloni, tracciandoli attentamente e fidandosi del modello che emerse. La lezione è quasi dolorosamente moderna: una scoperta può essere corretta, accurata e importante, eppure non riuscire a diffondersi se viene pubblicata dove i lettori giusti non guardano mai.


Fonti

  1. L'Osservazione di Oishi: Vista nel Contesto della Scoperta della Corrente a Getto - Bollettino della Società Meteorologica Americana
  2. La Corrente a Getto Polare - NASA Scientific Visualization Studio
  3. Cos'è la corrente a getto? - NOAA Climate.gov
  4. Perché la Scoperta della Corrente a Getto Fu Per Lo Più Ignorata? - Smithsonian Air and Space Magazine
  5. Corrente a getto - Wikipedia